Riflessione sul caso Kane & Lynch
Jeff Gerstmann, direttore editoriale di Gamespot (una delle grandi testate videoludiche online), è stato allontanato dalla società dopo aver scritto una recensione non troppo caritatevole nei confronti di K&L.
Pare che tale licenziamento sia stato voluto da Eidos in persona, produttore del gioco in questione.
Negli ultimi gorni, la software house, è stata anche additata per aver inserito nei propri filmati promozionali e sul sito, finte valutazioni e citazioni prese da testate giornalistiche autorevoli.
Sembra che abbiano pure utilizzato le stelle come metro di giudizio, da un sito che le stelle non usa :D
Tutta questa vicenda dovrebbe far pensare che Eidos abbia sfornato un prodotto non proprio entusiasmante e che stia spingendo facendo carte false. Vero, i fatti parlano chiaro.
Ma la domanda che mi ronza in testa è un’altra: come possono queste vicende, far scendere o salire il valore totale di vendite di un prodotto? L’utente medio o il “casual gamer” non si informerà mai sui retroscena della pubblicazione e quindi il suo giudizio sarà incontaminato e diretto sulla qualità effettiva del gioco.
Se il gioco fa davvero pietà, probabilmente verrà convinto ad acquistarlo da una pubblicità o da un filmato renderizzato a dovere, ma alla fine è il gioco che conta.
Non cè pubblicità, bugia o licenziamento che possa fermare il parere di uno che ha provato il prodotto: se il gioco fa schifo perché è stato fatto male può vendere al dayone, ma poi la gente lo prova e lo sconsiglia agli amici con conseguente effetto domino sulle vendite.
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